19/08/2008

Recupero dei materiali

 

Il sistema del riciclo dei materiali da imballaggio trasforma i rifiuti in una ricchezza per l’industria e per l’economia in generale. Al tempo stesso, rappresenta una opportunità per ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas serra (la trasformazione delle materie prime naturali è, infatti, più inquinante e più dispendiosa del riciclo, dal punto di vista energetico).

Per assicurare il riciclo degli imballaggi, in Italia è operativo un sistema costituito da sei Consorzi “di filiera”, uno per ciascuna tipologia di materiale (carta e cartone, plastica, vetro, legno, alluminio e acciaio) e dal CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) con funzioni di garanzia e coordinamento.
Insieme questi Consorzi devono garantire il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclo previsti dalla normativa.

CONAI (CONSORZIO NAZIONALE IMBALLAGGI) è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea   e nazionale ( Dlgs. 152/06).

Conai è la punta di un sistema piramidale, sotto il quale ci sono i consorzi di filiera. Al terzo livello della piramide si collocano le imprese della raccolta, che dialogano con i consorzi e che attraverso i consorzi collocano il materiale che poi va a finire all’ultimo livello della piramide che sono le industrie del riciclo, cioè quelle imprese che utilizzano i rifiuti a fine vita per trasformarli in altri beni e manufatti.


1. Ciclo della carta



Comieco è il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica. La sua finalità è il riciclo e il recupero degli imballaggi di origine cellulosica. I Consorziati di Comieco sono produttori, importatori e trasformatori di materiale e di imballaggi cellulosici.
Comieco stipula con le Amministrazioni locali convenzioni per la raccolta differenziata, e gestisce il sistema della raccolta e dell’avvio a riciclo dei rifiuti di carta e cartone provenienti dalla raccolta comunale. Comieco riconosce alle amministrazioni pubbliche un corrispettivo per la raccolta differenziata del materiale cellulosico.


Il 90% della carta e cartone che usiamo sono realizzate con materiale riciclato, il 10% proviene dalla fibra vergine.

CARTOTECNICHE: nelle cartotecniche carta, cartone e cartoncino vengono lavorati e trasformati in scatole e altri oggetti.

Gli imballaggi cellulosici sono immessi sul mercato ed acquistati dagli utilizzatori.

Ogni italiano consuma circa 76 kg di carta al giorno e ne avvia al riciclo 40 kg.

Il Comune o il gestore del servizio si occupa della raccolta della carta e del trasporto della cosiddetta carta da macero alle piattaforme di selezione.

LA PIATTAFORMA DI SELEZIONE: è il luogo in cui gli operatori eliminano il materiale estraneo e suddividono per tipologia la carta che viene pressata e legata in balle e trasferita alle cartiere.

Nelle CARTIERE si ricicla il macero proveniente da raccolta differenziata.

Il COMIECO garantisce il riciclo stipulando convenzioni con i Comuni o i soggetti appaltatori:riconosce alle amministrazioni pubbliche un corrispettivo per la raccolta differenziata del materiale cellulosico.


2. Ciclo del vetro



Coreve è il consorzio senza fini di lucro cha ha per scopo il raggiungimento degli obiettivi di riciclo recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale.

In Italia, una bottiglia su due viene prodotta utilizzando esclusivamente vetro recuperato di provenienza nazionale.

Il VETRO è oggi uno degli imballaggi più utilizzati per le sue molteplici qualità.

La RACCOLTA viene effettuata attraverso l’utilizzo delle campane verde, di capacità pari a 2 o 3 metri cubi, dislocate in vari punti della città e attraverso i cui fori calibrati passano le bottiglie vuote. E’ il sistema più conosciuto e diffuso per la raccolta differenziata del vetro.

SELEZIONE: il vetro raccolto deve essere sottoposto un’operazione di selezione presso un impianto di trattamento specializzato. Qui il rottame vetroso proveniente dalle campane viene scelto, pulito e reso idoneo alla fusione in vetreria.

VETRERIA: Le materie prime e il rottame di vetro trattato e selezionato vengono trasportati nell’impianto di produzione (vetreria) per la fusione nel forno.
Quindi, invio della massa vetrosa alle macchine dove, tramite soffiatura negli appositi stampi, il materiale è trasformato in un nuovo contenitore.
Dallo stampo finitore le bottiglie passano nel forno di ricottura, per essere poi sottoposte a un attento controllo qualitativo prima del confezionamento.


3. Ciclo della plastica

COREPLA, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti
di Imballaggi in Plastica, organizza la raccolta dei rifiuti di imballaggi in plastica, garantendone il recupero e l’avvio a riciclo.

Quando parliamo di “plastica” non parliamo di un unico materiale ma di tanti materiali, con proprie
caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche. Ogni tipo di plastica, ogni polimero, risponde a
specifiche esigenze in termini di prestazioni (esigenze di conservazione, logistica, estetica).

La stessa diversità di caratteristiche tra i diversi polimeri, richiede processi diversi di riciclo e fa sì
che non si possa parlare di un generico “riciclo della plastica”. Ogni processo di riciclo, per ottenere
risultati qualitativamente significativi, avrà come risultato quello di ottenere un semilavorato o un
prodotto omogeneo per polimero o per famiglia di polimeri omogenea per caratteristiche.

E’ questo il motivo per cui gli imballaggi provenienti dalla raccolta differenziata urbana necessitano
di essere sottoposti ad un processo di selezione per polimero o per famiglia di polimeri.

Corepla reintroduce nel ciclo produttivo i polimeri selezionati rendendoli disponibili ai riciclatori
che a loro volta chiudono il circuito del riciclo utilizzandoli per ottenere semilavorati e manufatti.

Le applicazioni dei materiali riciclati sono innumerevoli, interi settori industriali sono fondati
sull’utilizzo di polimeri riciclati che sostituiscono, del tutto o in parte, materia prima vergine.
Ad esempio:
- un flacone di detersivo può essere riciclato sotto forma di isolante per edilizia
- una bottiglia di PET può diventare un pile
- uno shopper può essere trasformato in nuovi sacchi per la nettezza urbana


4. Ciclo dell’alluminio

CiAL è un consorzio senza fini di lucro che rappresenta l’impegno assunto dai produttori di Alluminio e dai produttori e utilizzatori di imballaggi in Alluminio, nella ricerca di soluzioni per ridurre e recuperare gli imballaggi.

RACCOLTA: in questi ultimi anni la raccolta degli imballaggi in alluminio ha avuto un incremento significativo sul fronte della raccolta differenziata urbana

PIATTAFORMA: dopo lo svuotamento delle attrezzature da parte del gestore del servizio l’alluminio viene portato presso appositi centri di raccolta dove viene stoccato in attesa del trasferimento presso impianti per la selezione. In molti casi la selezione del materiale conferito viene effettuata presso le piattaforme stesse. Eventuali scarti vengono poi avviati presso impianti di incenerimento con recupero energetico o recuperati tramite di CDR.

CENTRO DI SELEZIONE: qui grazie ad un particolare metodo ‘a correnti indotte’ l’alluminio viene separato dagli altri rifiuti. A questo punto il materiale viene pressato in balle per facilitarne il trasporto presso le fonderie per essere riciclato. Gli scarti del processo di selezione vengono poi avviati a recupero negli impianti di termovalorizzazione o utilizzati per la produzione di CDR.

FONDERIA: dopo la selezione gli imballaggi in alluminio pressati in balle vengono avviati a riciclo in fonderia. Qui il materiale viene pre-trattato a circa 500° per essere epurato da vernici o altre sostanze aderenti e poi fuso a 800° per ottenere alluminio liquido da cui si ottengono lingotti e placche destinate a essere lavorate per la produzione di semilavorati e nuovi manufatti. L’alluminio riciclato ha le stesse proprietà e qualità dell’alluminio originario.
L'alluminio riciclato viene poi usato nell'industria automobilistica, nell'edilizia, nei casalinghi e per i nuovi imballaggi.

5. Ciclo dell'acciaio



Il CNA (Consorzio Nazionale Acciaio) è l’ente senza fini di lucro che svolge la propria funzione istituzionale favorendo, promuovendo e agevolando la raccolta e il riciclo degli imballaggi usati di acciaio, provenienti tanto dal flusso domestico quanto da quello industriale.

Il 40% della produzione mondiale di acciaio è costituita da materiali di riciclo (rottami di ferro), per cui l’acciaio risulta essere, per quantità, il materiale più riciclato

…l’acciaieria produce la materia prima: la banda stagnata.

L’acciaio viene trasformato presso gli scatolifici nelle molteplici tipologie di imballaggi in acciaio.
Gli imballaggi di acciaio vengono acquisiti dalle aziende utilizzatrici che li riempiono con i loro prodotti pronti per essere venduti.
Dopo che il consumatore ha acquistato il prodotto utilizzato il contenuto, il contenitore di acciaio viene avviato a raccolta differenziata dal comune coordinato dal Consorzio Nazionale Acciaio.
Gli imballaggi di acciaio raccolti giungono quindi presso gli operatori del Consorzio dove vengono valorizzati e preparati per essere portati in acciaieria o fonderia, dove vengono fusi nei forni per produrre nuovo acciaio…


6. Ciclo del legno  

     

Rilegno è il Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno.


IL PROCESSO DEL RICICLO: Il materiale di rifiuto di legno, viene raccolto presso le apposite piattaforme e avviato agli impianti di riciclaggio. Tutto il legno può essere riciclato e il materiale ottenuto è di ottima qualità. Presso i centri di raccolta il legno viene ridotto di volume, pulito e successivamente ridotto in scaglie. Successivamente dei "pulitori" ne eliminano i corpi estranei e lo raffinano ulteriormente. Il legno passa poi ad un essiccatoio e successivamente avviato ai pulitori pneumatici a secco.

I PRODOTTI DEL RICICLO: Il semilavorato ottenuto, amalgamato con resine, forma il protopannello che, pressato a freddo e a caldo, da luogo a pannelli di legno che vengono impiegati per la costruzione di mobili e rivestimenti. Con alcune tipologie di scarto del legno si producono bricchetti di legno pressato utilizzabili in stufe tradizionali. Gli scarti industriali della lavorazione del legno vergine possono essere impiegati in cartiera per la produzione di pasta cellulosica o nei centri di trattamento della frazione organica dei rifiuti (compostaggio).
 

7. Il trattamento della frazione organica: il compostaggio

Si tratta di un "processo di decomposizione biologica della sostanza organica che avviene in condizioni controllate che permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile; la ricchezza in humus, in flora microbica attiva e in microelementi fa del compost un ottimo prodotto, adatto ai più svariati impieghi agronomici, dal florovivaismo alle colture praticate in pieno campo.