Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile.

Estremi del Provvedimento:  Legge 14 luglio 2008

Numero del Provvedimento:  123


Il 14 luglio 2008 è stato convertito in Legge (n. 123) il Decreto Legge n. 90 del 23 maggio 2008 recante “Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile”.

Al Capo Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è attribuito il coordinamento della complessiva azione di gestione dei rifiuti nella regione Campania, in qualità di Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il periodo emergenziale stabilito fino al 31 dicembre 2009.

Il piano del governo per risolvere l’emergenza rifiuti si sviluppa lungo queste direttrici:
• l’allestimento di discariche e la costruzione di termovalorizzatori;
• l’impiego dell’Esercito a tutela delle aree allestite per gli impianti (che diventano aree di interesse nazionale);
• l’obbligo per Comuni e Province a seguire precise tabelle di marcia per la raccolta differenziata.

Questi in sintesi gli articoli della Legge:

Stato di emergenza (art. 19)
Lo stato di emergenza in Campania terminerà il 31 dicembre 2009: per questa data è infatti prevista il definitivo superamento dell’emergenza rifiuti. Ogni sei mesi, il Governo presenterà al parlamento una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni e sui risultati conseguiti. 

Nomina e competenze del Sottosegretario per l’emergenza rifiuti (art. 1 e art. 2)
Il decreto attribuisce il coordinamento degli interventi per l’emergenza rifiuti in Campania compete al Dipartimento della Protezione Civile e assegna al Capo Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, l'incarico di Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all'emergenza nella gestione dei rifiuti in Campania. Il Sottosegretario mantiene anche l'incarico nell'ambito del Dipartimento e non percepisce ulteriori emolumenti per lo svolgimento delle funzioni di Sottosegretario.

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il Sottosegretario di Stato, con proprio decreto, nomina uno o più capi missione con compiti di amministrazione attiva, che subentrano ai Commissari in carica; inoltre definisce le strutture di supporto ai capi missione che sostituiranno le strutture delle gestioni commissariali. Per le nuove nomine verranno utilizzate risorse umane e strumentali già a disposizione delle gestioni esistenti; in via residuale verrà utilizzato il Fondo per la protezione civile, in particolare la parte assegnata alle emergenze.
La legge attribuisce al Sottosegretario Guido Bertolaso le seguenti competenze:
• attivare i siti da destinare a discarica, nel rispetto delle misure indispensabili alla tutela della salute e dell’ambiente;
• poter disporre l’acquisizione dei beni mobili che siano funzionali alla prosecuzione delle attività di gestione dei rifiuti, riconoscendo al proprietario indennizzi;
• individuare le misure di salvaguardia e di tutela dei siti, delle aree e degli impianti utilizzati per la gestione dei rifiuti, checostituiscono aree di interesse strategico nazionale;
• esercitare, d’intesa con le autorità competenti, i poteri d’urgenza, previsti dalla normativa in materia ambientale e di igiene pubblica
• agire a stretto contatto con le autorità di pubblica sicurezza e chiedere il concorso delle Forze armate stesse, unitamente alle forze di polizia, per la vigilanza e la protezione dei cantieri e siti;
• richiedere, in accordo alle sue competenze, alle autorità competenti di adottare i provvedimenti necessari per la pubblica sicurezza;
• ricorrere a interventi alternativi se il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti dovesse interrompersi, anche temporaneamente.
• mettere in atto misure di recupero e riqualificazione ambientale d'intesa con il Ministero dell'Ambiente.

Reati penali previsti per chi ostacola la gestione dei rifiuti (art. 2)
Il personale delle Forze Armate agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza e può procedere all'identificazione e all'immediata perquisizione sul posto di persone e mezzi di trasporto.
Per chi ostacola le azioni per la gestione dei rifiuti è previsto l’arresto. Infatti:
• chi si introduce abusivamente nelle aree di “interesse strategico nazionale” o ne impedisce l’accesso autorizzato è punito con l’arresto da 3 mesi a 1 anno e la multa da 51 a 309 euro;
• chi impedisce, ostacola o rende più difficile la gestione dei rifiuti rischia fino a 1 anno di reclusione e, se ne è il promotore, da 1 a 5 anni;
• chi distrugge, deteriora o rende inservibili le componenti degli impianti e degli strumenti può essere punito con 1 anno di arresto o una multa di 309 euro.

Competenza unica per i reati e tutela giurisdizionale (artt. 3-4)
Nei procedimenti relativi ai reati, consumati o tentati, riferiti alla gestione dei rifiuti ed ai reati in materia ambienteale nella regione Campania, anche se già pendenti, la competenza è attribuita al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli fino al termine dello stato emergenziale. Il Tribunale, in composizione collegiale, decide inoltre in ordine a istanza di misure cautelari ed i pubblici ministeri non possono applicare la misura in via d'urgenza. Le funzione di Giudice nelle indagini preliminari sono esercitate da magistrati del Tribunale di Napoli.

Sono di competenza del giudice amministrativo tutte le controversie, anche di natura cautelare, comunque attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti. 

Commissione tecnica (art. 7)
Passa da 60 a 50 il numero dei membri che compongono la Commissione tecnica  che si occupa di verificare l'impatto ambientale degli interventi. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, il Ministro dell'Ambiente nomina, con proprio decreto, i 50 commissari, in modo da assicurare un rapporto proporzionale fra i diversi tipi di competenze ed esperienze.

Termovalorizzatori (artt. 5-6 e 8)
Il decreto consente di riprendere immediatamente i lavori per la realizzazione dell'impianto dell'impianto di Acerra stabilendo l’obbligo del completamento per le società già affidatarie. Nel termovalorizzatore verrano smaltite anche le ecoballe già presenti sul territorio campano per un quantitativo massimo di 600mila tonnellate all’anno. È confermata anche la realizzazione degli impianti di Santa Maria La Fossa (Caserta) e Salerno. Il Sottosegretario è autorizzato alla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel territorio del Comune di Napoli.
Per superare la situazione di emergenza e per assicurare un'adeguata capacità complessiva di smaltimento dei rifiuti prodotti in Campania, per gli impianti di termovalorizzazione è prevista la possibilità di concedere, su motivata richiesta, finanziamenti e incentivi pubblici di competenza statale.

Gli impianti per il compostaggio e la raccolta differenziata (art.6)
Una Commissione di esperti esaminerà la funzionalità e lo stato di manutenzione degli impianti di trattamento dei rifiuti di Caivano (NA), Tufino (NA), Giugliano (NA), Santa Maria Capua Vetere (CE), Avellino - località Pianodardine, Battipaglia (SA) e Casalduni (BN). In seguito alla valutazione, questi impianti potranno essere convertiti in impianti per il compostaggio di qualità,e per le attività connesse alla raccolta differenziata, ed al recupero, nonchè per la produzione di combustibile da rifiuti di qualità. Sono altresì autorizzate le attività di stoccaggio e di deposito temporaneo dei rifiuti stessi. La titolarità degli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti è trasferita alle Province della Regione Campania; le Forze Armate vengono impiegate, in via transitoria, per la conduzione tecnica e operativa degli impianti.

Discariche (art. 9)
Per consentire lo smaltimento dei rifiuti in Campania, è autorizzata la realizzazione di discariche in tutte le cinque province campane. Individuati i siti potenziali:

-  Sant'Arcangelo Trimonte (BN), località Nocecchie;
-  Savignano Irpino (AV), località Postarza;
-  Serre (SA), località Macchia Soprana;
-  Andretta (AV), località Pero Spaccone (Formicoso);
-  Terzigno (NA), località Pozzelle e località Cava Vitiello;
-  Napoli, località Chiaiano (Cava del Poligono - Cupa del cane);
-  Caserta, località Torrione (Cava Mastroianni);
-  Santa Maria La Fossa (CE), località Ferrandelle;
-  Serre (SA), località Valle della Masseria.

Raccolta differenziata (art. 11)
Sono previste una serie di azioni per incentivare la raccolta differenziata. I comuni dovranno conseguire obiettivi minimi di raccolta differenziata: il 25% nel 2009, il 35% nel 2010 e il 50% entro il 2011. Sarà il Sottosegretario Guido Bertolaso a verificare il raggiungimento dei traguardi, grazie ai dati di produzione dei rifiuti e di raccolta differenziata che i comuni devono inviare mensilmente; in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, ai comuni saranno imposti aumenti sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti e potranno essere nominati dei commissari ad acta per gestire la situazione in via sostitutiva.

I Presidenti delle province dovranno disincentivare l'utilizzo di beni “usa e getta”, mentre i Sindaci dovranno promuovere il compostaggio domestico dei rifiuti organici, rispettivamente entro 30 giorni e 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Anche la Pubblica amministrazione, la grande distribuzione, le medie imprese, i mercati all’ingrosso e ortofrutticoli dovranno provvedere presso le rispettive sedi alla raccolta differenziata.

Il comune di Napoli e la Società Asia (Azienda speciale per l’igiene ambientale) dovranno presentare un piano di raccolta differenziata adeguato alla popolazione residente a Napoli. In caso di inadempienza, il Sottosegretario di Stato provvederà in via sostitutiva.

Il Conai (Consorzio nazionale imballaggi) dovrà predisporre una capillare campagna di comunicazione per incentivare la raccolta differenziatain accordo con il Ministro dell'Ambiente.

I Consorzi di bacino delle province di Napoli e Caserta sono sciolti e sono riuniti in un unico consorzio gestito da soggetto individuato dal Sottosegretario di Stato.

Informazione e la partecipazione dei cittadini (art. 13)
Il ministro dell'Ambiente, in collaborazione con le amministrazioni centrali e territoriali, definirà le iniziative, anche di carattere culturale e divulgativo, per informare e far partecipare i cittadini e gli enti pubblici e privati sulle questioni ambientali legate alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti.

Le attività di informazione della popolazione saranno attuate in collaborazione con le amministrazioni centrali e territoriali e in accordo con il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca prenderà le iniziative necessarie a garantire un'adeguata informazione nelle scuole di ogni ordine e grado sui temi ambientali e attinenti alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti; in particolare a partire dall'anno scolastico 2008-2009 nelle scuole della Campania saranno introdotti corsi didattico-educativi sulla corretta gestione dei rifiuti domestici.

Copertura finanziaria (art. 17)
È stato istituito un Fondo per l'emergenza rifiuti Campania, con una dotazione di 150 milioni di euro per l’anno 2008, per coprire le spese che derivano dal decreto rifiuti.

Deroghe (art. 18)
Data la particolare gravità del contesto emergenziale, il decreto prevede alcune deroghe alla normativa vigente, fermo restando il rispetto dei principi dell'ordinamento comunitario e dei principi fondamentali in materia di tutela della salute, della sicurezza sul lavoro, dell'ambiente e del patrimonio culturale.